«Io mi difendo»: a Bagheria danza, parole e difesa personale contro la violenza sulle donne e il bullismo
Bagheria (PA) - Ci sono ferite che non si vedono, ma che fanno male per tutta la vita. Da questa consapevolezza nasce «Io mi difendo», l'evento di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne e il bullismo in programma sabato 7 novembre alle ore 17:00 al Teatro Monsignor Muratore di Palazzo Butera, a Bagheria.
L'iniziativa è organizzata da Letizia
Sardina, di Olimpia World Dance, e da Mauro
Labita, National Expert IKMI. Gode del patrocinio
del Comune di Bagheria. Si rivolge a donne, uomini e bambini, con un
obiettivo dichiarato: scuotere le coscienze, educare al rispetto e ricordare
che nessuno dovrebbe mai sentirsi solo, umiliato, minacciato o privato della
propria libertà.
Il pomeriggio intreccia linguaggi diversi. Le esibizioni di danza racconteranno con il corpo ciò che spesso le
parole non riescono a esprimere. I monologhi
daranno voce alle donne che hanno subito violenza e ai ragazzi che hanno
conosciuto il dolore del bullismo.
In programma anche ospiti di rilievo,
testimonianze e momenti di riflessione. Non mancheranno le dimostrazioni di difesa personale: la prevenzione, spiegano gli
organizzatori, comincia dalla consapevolezza, cioè dal saper riconoscere i
rischi e affrontare le paure.
«La violenza non è soltanto quella che lascia lividi sulla pelle», si legge
nella presentazione dell'evento. «È anche quella che spegne un sorriso,
distrugge l'autostima, toglie la serenità e fa sentire una persona sbagliata».
Da qui il messaggio rivolto alle nuove generazioni: la forza non è
umiliare, ma proteggere. Il coraggio non è fare paura, ma difendere. E il
rispetto non è un favore, ma un diritto di tutti.
L'evento vuole essere un abbraccio simbolico alle donne che lottano per
ritrovare la propria libertà. Lo è anche per i bambini e i ragazzi che hanno
bisogno di sentirsi accolti e ascoltati.
«Troppe donne sorridono mentre dentro stanno piangendo. Troppi ragazzi
entrano a scuola ogni mattina con la paura di essere umiliati, e lo fanno in
silenzio», dichiara Letizia Sardina,
organizzatrice dell'evento, di Olimpia World Dance. «Noi non vogliamo più
voltarci dall'altra parte. Con “Io mi difendo” portiamo sul palco la danza come
voce per chi non ha voce, perché il corpo sa raccontare quello che le parole
non riescono a dire. Ogni passo sarà un no alla violenza e un grido di libertà.
A chi soffre oggi vogliamo dire una cosa sola: non sei sbagliata, non sei
sbagliato, e non sei solo.»
«Difendersi non significa diventare aggressivi, ma imparare a riconoscere
il pericolo prima che arrivi e trovare la forza di reagire», aggiunge Mauro Labita, National Expert IKMI. «La
difesa personale è prima di tutto consapevolezza e fiducia in sé stessi.
Vogliamo che donne, ragazzi e bambini escano da questo pomeriggio sentendosi
più sicuri e più liberi.»
«Non possiamo cancellare il dolore di ieri, ma insieme possiamo impedire
che diventi il destino di domani», concludono gli organizzatori.

Commenti